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LXXIII. La riforma dell'organo classico. Tra contesto generale e dinamiche territoriali

a cura di
Giosuè Berbenni

 

 

 

 

 

Inquadriamo la complessa analisi della riforma dell’organo classico italiano, dal 1874, partendo da due riferimenti: • di carattere generale, con linee guida di pensiero che hanno stimolato e accompagnato la riforma, riguardanti diversi aspetti: storico-sociale, economicoindustriale, culturale-musicale, liturgico-temporale, ecclesiasticonormativo, organario-stilistico, organistico-esecutivo e didatticoformativo; • di carattere particolare, attinenti alle dinamiche territoriali bergamasche, con 4 articolate documentazioni: ‒ la lettera pastorale (1863) del vescovo P. L. Speranza nel massimo della fioritura dell’organo ottocentesco e, a distanza di quarantadue anni nel pieno sviluppo della riforma, i due regolamenti (1905, 1906) del vescovo G. M. Radini Tedeschi. Questi documenti hanno per oggetto la musica della liturgia nelle parrocchie, in particolare l’utilizzo degli organi; ‒ l’analisi delle articolate risposte di 647 parroci-rettori parrocchie, tratte dai due Questionari (del 1858 con 307 risposte su 348 parrocchie e del 1905 con 340 risposte su 352) inviati rispettivamente prima delle visite pastorali con argomentazioni sull’organo, sul suo utilizzo, sugli organisti, sulla retribuzione e sul canto popolare religioso; ‒ i regesti di tali risposte sono nell’allegato CD; la relazione Riforma in senso liturgico degli organi classici di Guglielmo Mattioli (1857-1924), conosciuta anche col titolo Per la riforma degli organi Serassiani, al I° Congresso Lombardo di Musica Sacra del 1907 svoltosi a Bergamo; tale relazione è presa a riferimento dai riformisti; ‒ la rinascenza dell’organo classico con gli sviluppi territoriali. Emerge che la riforma ha assunto sin dai primi anni del proprio avvento connotati territoriali, talvolta complessi e contrastanti. Le novità sono notevoli e diverse da quelle proposte dagli studi pubblicati. Si nota che: • la riforma dell’organo classico venne calata dall’alto; • gli organisti parrocchiali e i parroci erano contenti dell’organo classico presente nelle loro chiese; • nelle parrocchie ci si comportava in maniera consona al buon senso, al contegno religioso, ben diff uso negli organisti e nei parroci; • gli organisti parrocchiali, per lo più dilettanti, assunti dalle fabbricerie con il consenso dei parroci, utilizzavano l’organo in modo ragionevole, al di là di qualche opportuna lamentela; • gli organi non avevano bisogno di alcuna modifi ca per essere ‘liturgici’, perché lo erano di per sé già fin dal loro nascere; • l’esecuzione della musica ‘liturgica’ riusciva anche sugli organi detti ‘non liturgici’ per la sola colpa di essere antichi! Un libro che apre nuovi orizzonti di ricerca. C’è futuro solo se ci portiamo sulle spalle il passato!

The essay is about the analysis of the complex reform of the Italian classical organ from 1874, starting from two elements: more general traits with the socio economical and didactical context; specific characteristics of the Bergamo area with 4 detailed documents: - The pastoral letter (1863) of bishop P. L. Speranza during the golden era of the 19th century organ and, some forty-two years later, during the reform, the two guidelines (1905, 1906) from bishop G. M. Tedeschi. These documents are about the liturgy in the parishes and the use of the organ; - The analysis of the answers of the 647 parishes to the questionnaires of 1858 and 1905 sent before the bishop’s visit, about the organ, its use, the organists, its salary and the popolar religious chant; - The renaissance of the classical organ and its territorial developments; It comes out that the reform was very different according to different areas. It is clear that the reform came from the top whether the parishes and the local clergy was happy with the classical organs they already had. Therefore the organs did not need any alteration as they were already suitable for sacred music, their only fault was to be old! This book aims to open new perspectives iof research: there is future only if we carry the past on our shoulders!

cm. 17x24, pp. 1-226 in b/n con CD
ISBN: 978-88-989589-9-3
Euro 25,00

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Edizione Dicembre 2020