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E' disponibile il volume II della rivista annuale Arte Organaria Italiana.
Di seguito trovate l'indice dei contenuti. La rivista di carattere scientifico ha un totale di 400 pagine (formato 17x24).
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Sonate&Concerti La musica della Serenissima nel Settecento
Organo: Andrea Chezzi
Presentazione del CD Domenica 9 Maggio, ore 21.00 Acquanegra sul Chiese
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Marco Enrico Bossi - Composizioni per organo |
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Organo Ernesto Lingiardi 1895 Chiesa parrocchiale di Reggiolo (RE)
Marco Ruggeri, organo
La presentazione del CD si terrà Sabato 31 Ottobre 2009, ore 21.00 Chiesa di Santa Maria Assunta, Reggiolo
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Maurizio Cazzati (1616-1678): musico guastallese |
Nel processo di graduale rivalutazione del Seicento musicale italiano che da poco più di un secolo ha portato alla riscoperta di musica di grandissimo valore, su tutte hanno primeggiato due figure, quelle di Claudio Monteverdi (1567-1643) e di Francesco Cavalli (1602-1676), prolifici compositori in tutti i generi musicali, dal teatro d’opera alla musica sacra, dalla musica strumentale a quella vocale profana. Solo in anni recentissimi si è cominciato a valorizzare anche altri di quei compositori cosiddetti “minori”, considerati tali, non tanto per demeriti artistici, ma per semplice oblio storico. All’interno del panorama seicentesco il compositore emiliano Maurizio Cazzati (1616-1678) riveste sicuramente un ruolo di spicco, per la sua multiforme e variegata attività, non solo dal punto di vista musicale. Tale ruolo si può desumere in primo luogo dalla consistenza della sua produzione musicale a stampa, estremamente ponderosa, soprattutto per i canoni dell’epoca: Cazzati diede alle stampe sessantasei numeri d’opera in meno di quarant’anni (dal 1641 al 1678), per un totale di oltre cento edizioni distinte, contando le ristampe (sia curate da lui sia curate da altri). La semplice rilevazione quantitativa induce a riflettere sull’enorme diffusione che ebbe la sua musica, se non altro per cercare le motivazioni di una così vasta attività editoriale; tuttavia, il valore musicale della produzione di Cazzati non deve essere individuato nel mero aspetto quantitativo, quanto piuttosto nella qualità sempre elevata della scrittura, del resto riconosciuta già da molti dei suoi contemporanei. Nelle proprie opere Cazzati spazia tra diverse tecniche compositive: dal contrappunto più severo della musica sacra, allo stile concertato della musica vocale profana, alla scrittura idiomatica della musica strumentale; Cazzati utilizza tali risorse non solo in senso proprio, ma riesce anche a innovarle, combinandole in uno stile brillante e variegato, e sfruttando la composizione come un vero e proprio laboratorio, in cui amalgamare vecchi e nuovi linguaggi musicali, in cui concertare voci e strumenti in una fusione tra slancio al divino e umane passioni.
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