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L'organo Giuseppe II Serassi del Duomo di Guastalla

a cura di Federico Lorenzani e Andrea Carmeli

La pubblicazione prende in esame la corposa documentazione relativa alla storia degli organi del Duomo di Guastalla. L’indagine condotta da Federico Lorenzani e Andrea Carmeli prende inizio attorno al 1585 con la costruzione del primo strumento, attribuito al celebre Vincenzo Colonna; si tratta di un organo di 12 piedi con una tastiera enarmonica. Parte del prezioso canneggio è stata recuperata nel successivo rifacimento di Giuseppe II Serassi del 1792-94 ed è pervenuto sino a noi in eccezionali condizioni di integrità. Anche altre parti antiche dell’organo sono giunte a noi perfettamente intatte, ad esempio lo strumento conserva le uniche tastiere originali del Settecento con accoppiamento a cassetto. Tra i documenti pubblicati si ricordano i metodi di registrazione di Bonatti (unico esistente) e di Serassi, oltre ad un cospicuo carteggio di ben 20 lettere inedite tra Giuseppe Serassi e il Capitolo di Guastalla. La pubblicazione contiene inoltre un’analisi delle segnature da parte di Maurizio Isabella e una dettagliata relazione di restauro, con un ricco apparato iconografico dei restauri effettuati da Mascioni nel 1978 e nel 2018. Ad Adriano Giacometto si deve un corposo ed inedito studio relativo alle caratteristiche degli organi serassiani a due tastiere settecenteschi. Completano il volume una analisi condotta da Francesca Benevelli sulle diverse collocazioni dello strumento all’interno del Duomo ed una relazione sul restauro della magnifica cassa in muratura, un unicum nel suo genere, condotto da Ilenia Nicoli.

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Presentazione dello studio; L’organo portativo nell’Estasi di Santa Cecilia di Raffaello

Sabato 16 dicembre, alle ore 15, presso l’Auditorium dell’Associazione Musicale “Franchino Gaffurio” di Lodi (via Solferino, 20), si terrà la presentazione di uno   studio dal titolo L’organo portativo nell’Estasi di Santa Cecilia di Raffaello. Riesamina di una frettolosa lettura, edito dall’Associazione culturale Giuseppe Serassi di Guastalla (RE).
Lo scritto è opera del prof. Maurizio Ricci, dedicato alla summenzionata scuola di musica – ove da anni insegna organo e composizione organistica – ed ai suoi allievi, in occasione del centesimo anniversario della fondazione (1917-2017).
Il pretesto del lavoro scaturisce dall’intento di analizzare a fondo il saggio Significati musicali nel quadro di S. Cecilia di Raffaello (ca. 1514-16) del compianto organologo Oscar Mischiati, risalente al 1983, deove lo studioso si sofferma in particolare a disquisire sull’organetto portativo che la santa tiene tra le mani.
L’analisi effettuata dal Ricci, fissa la proprio attenzione sui particolari organologici, apportando chiarimenti e approfondimenti legati sia alla meccanica sia alle problematiche dell’alimentazione. Completano lo scritto numerosi e dettagliati documenti iconografici antichi – alcuni dei quali sconosciuti – e disegni esplicativi di carattere tecnico eseguiti dalla signora Anna Maria Fogliata. Alla presentazione oltre all’autore prenderanno parte, il Presidente dell’Accademia F. Gaffurio, Maestro Michelangelo Lapollla, il direttore dell’Accademia prof. Marcoemilio Camera e il Presidente dell’Associazione Serassi Federico Lorenzani.

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I Bossi Organari

I  BOSSI ORGANARI
La dinastia e il catalogo
di Giosuè Berbenni

Per la prima volta si approfondiscono le complesse dinamiche storiche  dei Bossi dal 1550. Un’opera unica di oltre 800 pagine in due volumi.

I Bossi sono un’antichissima dinastia di organari, tra le più importanti d’Italia, di origine comasco-ticinese, risalente a metà del secolo XVI. Realizzano due tipologie d’organo: quello detto barocco, di cui abbiamo pochi reperti del secolo XVIII, e quello detto romantico-risorgimentale, di cui, invece, esiste un buon numero di strumenti. Svolgono attività soprattutto in Italia del Nord, in alcune zone dell’Italia centrale e dell’Asia Minore.  Negli storici e nei musicisti, questi validi organari hanno sempre suscitato molta curiosità, fondamentalmente per quattro ragioni: l’origine remota; l’elevata considerazione verso i loro strumenti; l’attività territorialmente estesa; la ragguardevole quantità delle loro opere. Per questi motivi, i  Nostri costituiscono una realtà unica e di particolare interesse.  

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 Domenica 1 settembre, ore 17.00

Campagnola Emilia (RE)
Chiesa di S. Andrea,
Via Castellazzo

In collaborazione con il Comune
di Campagnola Emilia

Roberto Marchesi, pianoforte
Musiche di Schubert, Schumann

 Domenica 1 settembre, ore 18.00

Quattro Castella (RE),
Chiesa parrocchiale arcipretale di Sant’Antonino Martire,
Via Marconi 5

In collaborazione con il Comune
di Quattro Castella

Corale Verdi di Parma
Eleonora Rossi, soprano
Lee Chung Man, tenore
Franco Montorsi, baritono
Milo Martani, pianoforte
Andrea Chinaglia, direttore
Musiche di Giuseppe Verdi

 Sabato 14 settembre, ore 17.00

Guastalla (RE),
Duomo,
Piazza Mazzini

In collaborazione con l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme-Delegazione di Reggio Emilia
Voci Virili di Cremona
Graziano Ghisolfi, direttore
Fausto Caporali, organo
Elevazione spirituale vocale e strumentale:
La Beata Vergine Addolorata
nella polifonia sacra

seguirà alle 18,30 la Santa Messa con esposizione della reliquia della Santa Croce








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Ultime pubblicazioni

Arte Organaria Italiana XI-2019
LXII. Antico organo "Gianfrè-Chiesa 1836"
LIII. I Bossi
LX. L'organo Giuseppe II Serassi del Duomo di Guastalla

Catalogo dei volumi editi

Disponibile il catalogo di tutti i volumi pubblicati dall'Associazione Serassi, in lingua italiana e inglese. Cliccate sull'immagine per scaricare il pdf.

 

L'associazione Giuseppe Serassi

L’Associazione culturale Giuseppe Serassi è nata nel 2002 con lo scopo di valorizzare gli antichi organi a canne e la musica antica in genere. E’ nata così la rassegna musicale “Musica intorno al fiume”. Oltre alla rassegna l’Associazione Serassi vanta una ricca produzione culturale di pubblicazioni (articoli, saggi, libri, riviste specialistiche) sugli organi storici o di carattere musicologico nonché incisioni discografiche di organi restaurati.
Inoltre negli anni ha fatto conoscere il patrimonio organario locale attraverso visite guidate agli strumenti antichi, lezioni – concerto, relazioni ai convegni e mostre fotografiche.