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XLVII. L’organo Inzoli Cav. Pacifico 1895 Op. 119 della Chiesa Parrocchiale di Robecco D’Oglio (CR)

a cura di
Federico Granata

 

 

 

 

 

Questa pubblicazione riguarda la storia e il restauro dell’organo Inzoli cav. Pacifico 1895 della chiesa parrocchiale dei SS. Giuseppe e Biagio in Robecco d’Oglio (CR). Nella realizzazione dell’opera, l’Artefice reimpiegò, per il Grand’Organo, il somiere e parte delle canne dell’organo “Serassi - 1829 - Op.495” della Chiesa Parrocchiale di Orzinuovi (BS), dallo stesso sostituito con un nuovo strumento a due tastiere nel 1894. Ne conseguì quindi uno strumento molto interessante sia dal punto di vista storico che organario. Quest’organo è da considerarsi l’ultima grande opera ideata ed edificata dal celebre organaro cremasco secondo uno stile ancora legato all’organaria ottocentesca italiana. Tuttavia, esso si presenta secondo uno stile differente: la seconda tastiera presenta una tavolozza quasi “ceciliana”, con numerosi registri di fondo e sonorità moderne, a differenza della prima tastiera, di stampo puramente Serassiano. Le innovazioni timbriche di Pacifico Inzoli hanno permesso una notevole versatilità sia dal punto di vista liturgico, sia dal punto di vista del repertorio organistico eseguibile, se confrontati con il filone organario puramente ottocentesco.Il libro include uno studio circa i documenti rinvenuti nell’archivio parrocchiale. Questi sono stati molto utili per rintracciare, pur con sporadiche lacune, la storia di questo interessante strumento, ma non solo. Infatti, già a partire dalla precedente chiesa, intitolata a S. Biagio, sulle macerie della quale venne edificata la attuale parrocchiale, si hanno tracce di un organo antico. Infine, lo studio comprende una corposa relazione di restauro: infatti, dopo due anni di lavoro meticoloso e paziente, le 2342 canne del pregevole strumento sono ritornate al loro splendore originale. Il restauro effettuato dalla ditta Inzoli-Bonizzi ha restituito all’organo la stessa sonorità che meravigliò sia i collaudatori dello strumento che per primi ebbero modo di apprezzarlo, sia l’Arciprete di Robecco che scrisse ad Inzoli una lettera di elogio e di ammirazione nei confronti del nuovo organo: «non posso che chiamarla “il primo Organaro d’Ita¬lia […] a niuno secondo”».

This publication is about the history of the Inzoli 1895 organ in Robecco d’Oglio and its restoration. To build up this organ, Inzoli used some material from the Serassi organ 1829 from Orzinuovi, which had also been replaced by a new Inzoli one in 1894. The new organ was the last one made by Inzoli using the traditional Italian style on XIX, but with some peculiarities. The Grand’Organo follows the common Serassi layout, but the second keyboard has a more modern approach, with lots of 8’ stops. This make it possible to play a wider repertoire if compared to a more traditional organ. The book contains a study on the historical documents from the parish archives, which has allowed to work out the history of the previous organs installed in Robecco. A detailed report over the restoration work performed by the Inzoli-Bonizzi firm is also included.

Collana d’arte organaria - XLVII, 2016
cm. 16.5x23.5, pp. 1-280
ISBN 9788898958627
Euro 25,00

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