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XXXVII. L'antico organo di Tribiano. Ricerche, studi ed approfondimenti sulla storia ed il restauro; dai Fratelli Chiesa ad Angelo Cavalli

a cura di
Maurizio Isabella

 

 

 

 

 

L’organo di Tribiano si presentava allo smontaggio come uno strumento ottocentesco lombardo di autore ignoto. Durante le operazioni di restauro è stato invece possibile ‘leggerne’ la storia attraverso un sistematico e approfondito studio dei suoi componenti. È stato così possibile attribuirne la struttura e l’impianto principale ai Fratelli Chiesa di Lodi, realizzato alla fine del ‘700. I Lodigiani utilizzarono però un ampio nucleo di canne riconducibili ad un’epoca prossima alla metà del seicento sebbene, purtroppo, di autore ignoto. Il libro, edito in occasione del restauro, descrive in modo dettagliato e preciso le varie fasi di studio, gli approfondimenti condotti, le accurate indagini. Ne è emerso uno strumento carico di storia e di stratificazioni pur in una omogenea unitarietà voluta e impostata dai Fratelli Chiesa. Nel volume sono pertanto presenti studi a firma di svariati studiosi. La pubblicazione si apre con uno spaccato storico e di inquadramento di Vincenzo Cassinari per poi proseguire con la lettura dello strumento e approfondimenti sul materiale fonico a firma di Maurizio Isabella. Alberto Dossena traccia le vicende organarie dalla costruzione dei Chiesa agli ultimi restauri. La bottega organara Cremonesi % D’Arpino (incaricata dell’impegnativo restauro) ha descritto gli interventi eseguiti per il corretto ripristino dello storico manufatto. Il volume è inoltre corredato dalle schede dello strumento ante e post restauro, da un apparato fotografico realizzato nel corso del restauro (nonché delle numerose segnature reperite), da rilievi del materiale fonico e del somiere Chiesa (con più piante e due sezioni), dalla trascrizione dei documenti d’archivio. È così possibile seguire da vicino il complesso lavoro di ripristino con uno sguardo più ampio alla realtà storica di Tribiano e avere a disposizione numerosi e dettagliati dati tecnici.

During the dismantling, the Tribiano organ was thought to be from the XIX century by an unknown builder. Instead, during the restoration, its components revealed the true story. The structure and the original system was attributed to the Chiesa di Lodi brothers.
They built the organ at the end of the XVIII century. Unexpectedly, the Lodigianis used a pipe structure from the half of the XVII century. A detailed study was needed and the book, written on the occasion, describes it in all its phases. The organ turned out to be a powerful mean, full of history and stratifications, even if characterised by a surprising homogeneity. This is what the Chiesa brothers wanted. In the work, there are many studies by different scholars. The volume begins with the description of the historical framework by Vincenzo Cassinari, followed by the instrument and phonic material analysis by Maurizio Isabella. Alberto Dossena, then, explains all the happedered very advanced, were in fact not very respectful of the ancient material and when possible, they have now been fixed. During the restoration, the instrument was deeply analysed, in order to get each little detail, to better understand the builder him-self and the necessary interventions. The phonic material was worth considering. In fact, it was made an inventory (before and after the restoration) and detailed surveys. The comparison with some others workshops (contemporary to Cavazzani’s) allowed to underline significant differences from what was used at that time, because he was following a different artistic path. The unique signatures Cavazzani used were intensely analysed and photographed. He used to follow someway the veronese-gardesana-desenzanese school, but he never truly adopt its rules. In order to get useful information for other restorations, there was a survey on the harmonics of some pipes (chosen during a preliminary inspection), both before and after the restoration, in favour of getting each little change due to the intervention. Even the very complex case was fully reported with a numeric survey (by mean of a laser instrument) and not just by simple photographic report. Considering the peculiarity of this instrument and its original features, the restoration was not easy (also because there were two types of register never seen before), but at the same time, it was worth it thanks to its charm. In fact, it deserved its own “report”.

Collana d’arte organaria - XXXVII, 2015
cm. 16.5x23.5, pp. 1-175 a colori
ISBN 9788898958290
Euro 25,00

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