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XXXVI. L'organo di Innocenzo Cavazzani a San Zeno

a cura di
Maurizio Isabella
Giorgio Carli

 

 

 

 

Nella chiesa parrocchiale dei Santi Martiti Anauniensi di Sanzeno (TN) è conservato un importante organo costruito nel 1792 da Innocenzo Cavazzani di Avio (TN). Lo strumento venne inserito in una cassa preesistente, costruita da Giuseppe Waiz verosimilmente nel 1759, di evidente gusto altoatesino. Dell’organaro di Avio sopravvivono lo strumento di Pesina (VR) del 1791 e un abbastanza consistente nucleo di canne conservato nel Vegezzi Bossi del 1911 di Pilcante (TN). Il restauro recentemente concluso ha permesso di rimettere in perfetta efficienza lo strumento e di raccogliere una serie di dati ed elementi sulle tecniche e modalità costruttive, nonché sulle scelte operate, di Innocenzo Cavazzani. Le operazioni di restauro hanno necessariamente dovuto tener conto dell’intervento, non sempre corretto, condotto da Alfredo Piccinelli nel 1972 e cercare di porre rimedio alle infelici scelte (all’epoca forse considerate all’avanguardia e rispettose), almeno ove ancora possibile. Nel corso del restauro è stata eseguita un approfondita lettura di tutto lo strumento al fine di cogliere anche i più minuti dettagli sempre con l’intento di meglio inquadrare sia l’originario costruttore sia gli interventi da approntare. Particolare attenzione è stata riservata al materiale fonico del quale è stato effettuato un accurato censimento (prima e dopo il restauro) e dettagliati rilievi. La comparazione con altre botteghe coeve al Cavazzani ha permesso di evidenziare sostanziali distacchi da quanto proposto dai colleghi e delinearne il differente percorso artistico. Le particolari segnature utilizzate da Cavazzani sono state ampiamente documentate mediante mirata ed estesa campagna fotografica. Pur utilizzando le consuetudini proprie della scuola veronese-gardesana-desenzanese non ne accoglie mai fino in fondo i consolidati dettami. Come effettuato in altri restauri è stata condotto un rilievo degli spettri armonici di alcune canne (scelte mediante ispezione preliminare) sia prima, sia dopo il restauro al fine di cogliere le differenze intervenute a seguito degli interventi. Della complessa cassa è stato condotto un rilievo numerico (a mezzo stazione totale con distanziometro laser) e non con semplice restituzione fotografica. Viste le particolarità dello strumento e le sue caratteristiche originali e derivate dagli interventi successivi, il restauro si è presentato non privo di difficoltà (anche per la presenza di due registri ad ancia unici nel loro genere) ma, nello stesso tempo, rivestito di uno specifico fascino tanto da richiederne una esclusiva ‘cronaca’.

In the Santi Martiri Anauniensi parrish curch, in Sanzeno (TN), an important organ is conserved. It was built by Innocenzo Cavazzani, from Avio (TN), in 1792. The instrument was inserted in a pre-existing case, built by Giuseppe Waiz in 1759. The works we still have today by the Avio organ-builder are the instrument in Pesina (VR) dated to 1791 and a conspicious amount of pipes reused in the Vegezzi Bossi organ, dated to 1911, in Pilcante (TN). The recently concluded restoration allowed to completely recover the instrument and to collect much information about the building features and Innocenzo Cavazzani’s operating choices. The restoring operations necessarily had to consider the intervention by Alfredo Piccinelli in 1972, which was not always conducted in the best way. At that time, some restoration practices even if considered very advanced, were in fact not very respectful of the ancient material and when possible, they have now been fixed. During the restoration, the instrument was deeply analysed, in order to get each little detail, to better understand the builder him-self and the necessary interventions. The phonic material was worth considering. In fact, it was made an inventory (before and after the restoration) and detailed surveys. The comparison with some others workshops (contemporary to Cavazzani’s) allowed to underline significant differences from what was used at that time, because he was following a different artistic path. The unique signatures Cavazzani used were intensely analysed and photographed. He used to follow someway the veronese-gardesana-desenzanese school, but he never truly adopt its rules. In order to get useful information for other restorations, there was a survey on the harmonics of some pipes (chosen during a preliminary inspection), both before and after the restoration, in favour of getting each little change due to the intervention. Even the very complex case was fully reported with a numeric survey (by mean of a laser instrument) and not just by simple photographic report. Considering the peculiarity of this instrument and its original features, the restoration was not easy (also because there were two types of register never seen before), but at the same time, it was worth it thanks to its charm. In fact, it deserved its own “report”.

Collana d’arte organaria – XXXVI, 2015,
cm. 16.5x23.5, pp. 1-184.
ISBN 978-88-989581-3-9.
Euro 25,00

 

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