guastalla  

Organo: Giuseppe Serassi 1794

Disposizione Fonica

Grand'Organo       

Sesquialtera (XXVI-XXXI)            Principale I Bassi 8’
Cornetto I (VIII-XII)                  Principale I Soprani 8’
Cornetto II (XV-XII)                   Principale II Bassi 8’
Fagotti Bassi 8’                          Principale II Soprani 8’
Corno Inglese Soprani 16’           Ottava Bassi 4’
Trombe Soprani 8’                     Ottava Soprani 4’
Flutta Soprani 8’                        Quintadecima
Flauto in VIII                             Decimanona
Flauto in XII                              Vigesima Seconda
Voce Umana Soprani                  Vigesima Sesta
Contrabbassi 16’ e 8’                  Vigesima Nona
Timballi ai Pedali                        Due di Ripieno (XXXIII-XXXVI)
Cornamusa Soprani 8’                 Due di Ripieno (XL-XLIII)   

Organo Eco                                 Accessori      

Principale 8’                                Tiratutti del Ripieno
Ottava Bassi 4’                            I Organo
Ottava Soprani 4’                        Combinazione preparabile
Quintadecima                              I Organo
Decimanona                                Gelosia Eco
Vigesima Seconda e Sesta            Fagotti
Cornetto XV - XVII                       Corno Inglese
Flagioletto Bassi 1’                      Trombe
Flauto in ottava Soprani               Cornamusa
Violoncello Bassi 16’                    Terza mano
Violoncello Soprani 16’                 Aria Organo Eco
Cromorni Bassi 8’                        Gelosia Cornamusa-Trombe
Cromorni Soprani 8’

Caratteristiche

L’organo racchiuso in una grande e magnifica cassa in muratura è collocato sul palco esistente sopra l’ingresso principale del Duomo. Essa presenta 5 campate con paraste laterali sormontate da capitello, prospetto in legno intagliato, laccato e dorato. Cornicione completamente intagliato e dorato con motivi fitoformi. La cantoria occupa trasversalmente tutta la controfacciata, è in legno e stucco modellato. Parapetto rettilineo con sporgenza al centro; intagli raffiguranti strumenti musicali, motivi floreali e putti.
Facciata di 37 canne in stagno, suddivise in 5 campate rispettivamente di 7/9/5/9/7 canne, disposte a cuspide in ogni campata, con organetti morti di 9 canne collocati sopra le campate minori. Bocche allineate e labbro superiore a mistria. La canna maggiore è il la # -1 del Principale I.
Tastiere originali di 62 tasti a finestra: quella inferiore per l’organo eco, quella superiore per il Grand’organo e per il terzo organo. Entrambe si presentano con 62 tasti dal do –1 al fa 5, con prima ottava corta (che è la controttava); la prima ottava della tastiera inferiore corrisponde ad un unico blocco ligneo immobile con funzione esclusivamente ornamentale (rimangono quindi 54 tasti); l’ottava successiva richiama meccanicamente l’ottava superiore: l’effettiva estensione della tastiera inferiore è dal do 2 al fa 5.
I tasti diatonici sono ricoperti in bosso e quelli cromatici in ebano; frontalini a chiocciola. Divisione bassi / soprani alle note si 2 / do 3. Unione della tastiera inferiore a quella superiore a cassetto.
Pedaliera a leggìo, costantemente unita al manuale, di 17 pedali, dal do 1 al sol # 2; prima ottava corta. Un tasto accessorio a seguito.
Registri azionati da manette a corsia orizzontale ad incastro disposte in 2 colonne a destra delle tastiere per il Grand’organo e terzo organo; pomelli lignei estraibili disposti in unica colonna a sinistra delle tastiere per l’Organo eco. Cartellini a stampa applicati durante il restauro del 1979.
N.b. Cornamusa e Corno Inglese furono aggiunti da Cesare Zoboli nel 1855. Cornamusa e Trombe sono collocate su somiere apposito a mo’ di Brustwerk, con griglia per l’espressione costruito da Zoboli.
Somiere maestro (per il Grand’organo) a vento, somiere per l’organo eco a tiro, somiere per il terzo organo a tiro, somieri parziali per Contrabbassi e Timballi.
Nr. 6 mantici a cuneo
Pressione del vento: 50 mm in colonna d’acqua.

Cenni storici

La storia dell’organo del Duomo di Guastalla inizia con la costruzione della chiesa intorno al 1575. Al momento non si conosce l’artefice del primo strumento, dovette tuttavia essere un eccellente organaro, a giudicare dal nucleo di canne sopravvissute attraverso i vari rifacimenti e restauri, ed ancor presenti nell’organo Serassi.
Nel 1726 Giuseppe Bonatti trasportò lo strumento dalla posizione d’origine a mezza chiesa alla collocazione attuale sopra la porta principale d’ingresso. In tale circostanza fu costruita la cassa in muratura, una delle uniche nel suo genere, e l’attuale prospetto, ricalcante quello precedente nella ripartizione in cinque campi.
La costruzione dell’organo Serassi, deliberata dal Capitolo nel 1790, si concluse soltanto nel 1794; il ritardo fu causato principalmente dai numerosi impegni di Giuseppe Serassi, in particolar modo dalla costruzione dell’organo della Cappella ducale di San Liborio a Colorno, commissionato dal duca di Parma, l’Infante Ferdinando di Borbone.
Gli atti capitolari ci rivelano che il Capitolo, stanco di attendere, avesse deciso di rescindere il contratto e si fosse rivolto allo stesso Duca per ottenerne l’effetto. Giuseppe Serassi cercò di mitigare la comprensibile irritazione del Capitolo offrendo “senza crescita di spesa” di realizzare l’organo con due tastiere con l’aggiunta dell’organo Eco, nel quale sottolineava la presenza del registro dei Cromorni di stagno qualificati come “canne a lingua di ultima mia e delicata invenzione”.
Lo strumento fu restaurato nel 1826 da Carlo Serassi, nel 1855 dal Cesare Zoboli, nel 1863 da Giuseppe Cadei e da Adriano Verati sul finire del XIX secolo. Lo strumento è di straordinario interesse storico-artistico, sia per l’antichità, sia per le dimensioni e caratteristiche sonore. Inoltre dopo oltre due secoli dalla propria costruzione ci è pervenuto in condizioni eccezionali per quanto riguarda l’autenticità storica ed integrità dei materiali. I Serassi di Bergamo costituiscono una dinastia di organari tra i più celebri d’Italia e d’Europa, con un’attività che abbraccia quasi due secoli tra gli inizi del XVIII e gli ultimi del XIX.
Lo strumento fu restaurato con grande perizia nel 1979 dalla Ditta Mascioni di Cuvio sotto la direzione degli illustri Luigi Ferdinando Tagliavini e Oscar Mischiati.

Bibliografia
Perfezione da Manuale, in "Arte Organaria e Organistica" XIV, n. 64

Incisioni discografiche
Organa antiqua Italica, KRO, brt, rnwo, autori vari, Netherlands, 1984
Mozart, trascrizioni per organo di Marco Ruggeri, San Paolo – Milano, Associazione Serassi – Guastalla, 2005Mozart a Bologna, organista Stefano Molardi, Divox-Antiqua “historic ogans” vol. 8., Basel (CH), 2010

Organi della diocesi di Reggio Emilia - Guastalla

albinea albinea
bagnolo
braida boretto brescello brescello
Chiesa arcipretale Adeodato Bossi Urbani 1875 Albinea
San Gaetano
Giovanni Cavalletti 1833
Reinisch-Pirchner 1950  Braida
S.Giovanni Battista
Agostino Traeri 1750 
Boretto
San Marco Evangelista
Eugenio Bonazzi1885
 
F.lli Benedetti 1767  Giuseppe e Paolo Benedetti (1760 ca.) in restauro
brugneto
cadelbosco
campegine
casalgrande casalpo
casola
codisotto
Cadelbosco di Sopra
S.Celestino I papa
Agostino Traeri 1774
Eugenio Bonazzi 1863 Anonimo
cognento
correggio
correggio
fabbrico
fodico
giandeto
gualtieri
F. Guidoni 1915
Domenico Traeri (rimane solo la cassa) 
gualtieri
guastalla
guastalla
guastalla
lentigione
luzzara
mandriolo
montericco
novellara
novellara
Reggio
paderna
castelnuovo monti
pieve di guastalla
 pieve saliceto
 poviglio
 ramiseto
 reggio emilia
reggio emilia 
 reggio emilia
 reggio emilia
 reggoi emilia
 reggio emilia
 reggio emilia
reggio emilia 
 reggio emilia
 reggiolo
 reggiolo
Reggio Emilia
Chiesa S.Stefano protomartire
Positivo napoletano fine XVIII
 regnano
 rubiera
rubiera 
 salvaterra
 san bernardino
 san girolamo
 san michele
 san martino
 san sisto
santa maria della fossa
 santa maria della fossa
sassuolo 
 tagliata
 villarotta
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Si ringraziano inoltre i Reverendi parroci.