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LXXV. L'organo dalle origini ellenistiche alla fine del XIII secolo - Studio storico e archeologico

A cura di
Matteo Brambilla
Silvia Tessari
Giosuè Berbenni

Università di Parigi - Tesi per il dottorato in lettere presentata da Jean Perrot

Traduzione dal francese di Matteo Brambilla
Traduzione dei testi giustificativi antichi e aggiornamento bibliografico di Silvia Tessari
Ideazione, coordinamento e consulenza scientifica di Giosuè Berbenni

 

Dall’Introduzione generale di Giosuè Berbenni

Emozionare, appassionare! Ecco quello che suscita la meritoria opera di Jean Perrot (1915-2009) L’orgue de ses origines hellénistiques a la fin du XIIIe siecle. Étude historique et archéologique (1965), entrata con grande autorevolezza nel novero dei classici della letteratura organologica. Essa, dando valore ad una macchina tra le più complesse dell’ingegno umano, l’organo, che a pieno titolo rientra nel patrimonio storico-artistico della civiltà occidentale, ripercorre una incredibile e affascinante storia: partendo dall’invenzione ludica di un illustre ingegnere idraulico (Ctesibio di Alessandria, III sec. a.C.), passa nei circhi romani dove l’organo e per cadenzare la ritmica ai gladiatori; successivamente diventa automa di sovrani per meravigliare, quindi prezioso dono diplomatico, fino a germogliare come quintessenza di spiritualità. In questo procedere, l’Italia e in prima fila, in quanto molti importanti eventi si sono verificati proprio nel suo territorio. In particolare non solo in essa è nato l’Impero Romano e la cristianità riconosce in Roma il proprio centro, ma l’organo trova terreno propizio per evolversi ed affermarsi.


I pregi dell’opera di J. Perrot possono riassumersi in tre percorsi: l’accuratezza e completezza dell’indagine, la metodologia del procedere, l’efficacia comunicativa.


• Riguardo l’accuratezza e la completezza dell’indagine, l’opera prende in considerazione tutte le testimonianze letterarie-archeologiche antiche e medioevali dell’organo conosciute. Ci siamo chiesti da dove venisse questo interesse dell’indagine archeologica che pervade tutta l’opera. E assai probabile che il Nostro fosse parente dell’omonimo archeologo parigino Jean Perrot (1920-2012), specializzato nella tarda preistoria del Medio Oriente e del Vicino Oriente.


• Rispetto alla metodologia del procedere, il Nostro indaga con metodo critico e sperimentale, dando un fondamento scientifico a ciò che per oltre un millennio (fino in epoca moderna) era lasciato per lo più alla fantasia e alla leggenda, tant’e che vengono spazzate via millenarie approssimazioni.


• Per l’efficacia comunicativa, nello stile dello scritto si ritrova una sorta di affabilità, caratteristica propria di una persona a contatto quotidiano con la realtà popolare sofferente, quale appunto comportava la professione medica del Nostro. Non a caso, senza lasciare nulla d’intentato, l’autore utilizza un linguaggio piano e appassiona come se il libro, nel procedere di 1500 anni, fosse di genere narrativo, con colpi di scena inaspettati. Nella sua dinamicità storica, l’opera concretizza la Costituzione italiana nel suo fondamento dell’art. 9 sulla promozione della cultura, della ricerca scientifica e della tutela del patrimonio storico-artistico.


• Riguardo la promozione della “cultura”, applicata al nostro caso, il lavoro di Perrot costituisce il ponte che unisce il passato e il futuro, attraverso la conoscenza e la consapevolezza a cui segue la valorizzazione, come dimostrano i numerosissimi studi sull’organo antico usciti dopo la sua pubblicazione.


• Riguardo la promozione della “ricerca scientifica”, la nostra fatica di traduzione e aggiornamento ha lo scopo di scoprire, interpretare e revisionare fatti ed eventi con metodo critico.


• Rispetto alla tutela del “patrimonio storico artistico”, in cui rientra abbondantemente il patrimonio organario, l’opera di Perrot va intesa nel suo significato di protezione e di valorizzazione. Nello specifico, l’Italia e depositaria d’innumerevoli organi magnifici, tanto da fungere di riferimento al mondo intero, soprattutto nel recupero e nel restauro di tale patrimonio.


L’iniziativa di traduzione è per dare ai numerosi organisti (professionisti ed appassionati) un autorevole studio della storia dell’organo dalle origini all’alto medioevo. Il lavoro è a più mani. Abbiamo scelto di tradurre parola per parola, con un linguaggio aderente al testo dinamico e attraente e non come parafrasi come è l’edizione Oxford del 1970. Si è voluto che al lettore medio, non necessariamente specialista, fosse possibile la comprensione, non solo con la puntuale traduzione delle citazioni antiche (greco antico e bizantino, ebraico, latino classico e medioevale, tedesco antico, arabo e altro) ma con una specifica ed essenziale chiarificazione delle informazioni più recondite.
Ne è uscito un testo coinvolgente e ricchissimo di notizie di musica, archeologia, matematica, ingegneria, filosofia, arte, storia, diplomatica, religione, patristica e altro. Ciò e stato possibile grazie al lodevole lavoro di traduzione di Matteo Brambilla, musicista illustre ed enciclopedico, dotato di approfondite conoscenze musicali, filosofiche, patristiche, linguistiche e storiche. Per la traduzione dei testi giustificativi (nell’opera francese non tradotti) e per l’aggiornamento bibliografico (dal 1966 al 2021), ci si è avvalsi della competenza di Silvia Tessari dell’Università degli Studi di Padova, su coordinamento di Paola Dessi, Professore di Musicologia e Storia della Musica della medesima Università. L’iniziativa e il coordinamento scientifico dell’opera è di Giosuè Berbenni.


Con questo sforzo editoriale, l’Associazione Culturale Giuseppe Serassi Istituto per la Ricerca Musicologica riempie un notevole vuoto culturale italiano, al fine di offrire agli organisti la consapevolezza storica circa il grande ruolo avuto dall’organo nella storia della musica, nonché suscitare in loro la percezione del privilegio di suonare uno strumento di cosi nobile origine, illustre storia e profonda spiritualità a onore e gloria di Dio.

 

Collana d'arte organaria - LXXV, 2022
17x24 cm pp. 1-

ISBN
Euro 50,00

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