Maurizio Cazzati (Luzzara, 1616 - Mantova, 1678):

profilo biografico dell’uomo e dell’artista


a cura di Paolo Giorgi e Giulia Zaniboni

Il primo impiego musicale di Maurizio Cazzati di cui si abbia notizia è la nomina a 17 anni come cantore e organista presso la Cattedrale di San Pietro (Guastalla), al servizio della cappella di  Ferrante III, Duca della città. Dopo esser stato ordinato sacerdote divenne maestro di cappella e organista a Sant’Andrea (Mantova) nel 1641; si spostò poi presso la corte di Scipione Gonzaga, principe di Bozzolo, fino al 1648, quando fu designato maestro di cappella presso la ferrarese Accademia della Morte; prestò servizio a Ferrara dal 3 giugno 1648 al 15 settembre 1652. Il 17 aprile 1653 Cazzati venne nominato maestro di cappella a S. Maria Maggiore (Bergamo) e divenne membro dell’Accademia cittadina degli Eccitati, titolo di cui si fregerà per tutta la vita.

Nell’aprile del 1657 tornò a Ferrara, prestando ancora servizio come maestro di cappella dell’Accademia della Morte fino al mese di  agosto, quando inoltrò domanda per per trasferirsi a Bologna, presso la Basilica di San Petronio. La sua elezione avvenne dopo aver sbaragliato gli altri concorrenti con un’esecuzione perfetta di una delle sue messe solenni presso la chiesa di San Salvatore. Nonostante questo inizio promettente, la carriera di Cazzati a S. Petronio fu continuamente disturbata da perenni difficoltà personali e professionali, dovute alle aspre polemiche con la comunità musicale bolognese.

Dedicandosi con molto fervore ai propri compiti istituzionali, Cazzati riformò completamente la cappella musicale di San Petronio, incrementando il numero degli esecutori (sia coristi sia strumentisti) per le funzioni liturgiche fino a 35; tale organico veniva ulteriormente accresciuto in occasione della festa del patrono, il 4 ottobre. Cazzati riuscì a creare un clima favorevole per lo sviluppo di musica strumentale all’interno della liturgia utilizzando come solisti strumentali musicisti esterni alla cappella, pagandoli anche profumatamente; tra i musicisti ingaggiati c’erano Gian Battista Vitali e Pietro degli Antonii, l’uno virtuoso al violino e l’altro suonatore di cornetto e strumenti a fiato.

Forse proprio a causa di questi cambiamenti piuttosto importanti apportati da Cazzati si scatenò ben presto una polemica contro il suo operato: a partire dal 1658 cominciarono a circolare copie manoscritte dell’anonimo Dialogo fatto tra un maestro et un discepolo desideroso di approfittarsi nel contrapunto, in cui si contestavano alcuni errori contrappuntistici che Cazzati avrebbe commesso nel Kyrie della Missa primi toni, contenuta nella Messa e salmi a 5 voci, op. 17, pubblicazione del 1655. Nel 1659 Lorenzo Perti (parroco e musicista presso la cattedrale bolognese) scrisse il suo Viglietto, in cui riprendeva le critiche contenute nel Dialogo e ne aggiungeva di nuove. Da allora in poi i rapporti tra Cazzati e la cattedrale si incrinarono sempre più, come si vede anche dalle numerose lettere di protesta che seguirono lo scritto di Perti. Nel 1663 si aggiunse alla polemica Giovanni C. Arresti (precedentemente organista presso S. Petronio), che nell’introduzione della sua pubblicazione Messa e salmi, op. 1 commentava le composizioni di Cazzati in termini piuttosto brutali, criticando in particolare l’uso scorretto che questi avrebbe fatto dei modi ecclesistici.

Nella sua replica scritta, la Risposta alle opposizioni fatte dal Signor Giulio Cesare Arresti nella lettera al lettore posta nell’opera sua musicale, Cazzati riprese punto per punto gli argomenti usati contro di lui da Perti e li usò per mostrare errori musicali in molti passaggi scritti da suoi contemporanei, compreso Arresti stesso. Questi rispose sollevando nuove critiche alle composizioni di Cazzati in diversi suoi scritti; Cazzati rispose con il suo Poscritto, pubblicato poi nella seconda edizione della Risposta.

La polemica tra i due continuò ancora per qualche anno, e forse non è un caso che Cazzati non entrò mai nella prestigiosa Accademia Filarmonica, fondata a Bologna nel 1666, fatto che sicuramente indica la gravità della disputa tra le due personalità musicali. Di contro, l’assemblea parrocchiale di S. Petronio mostrò il suo supporto a Cazzati autorizzando pagamenti per le spese di una sua accademia privata con sede nell’oratorio della cattedrale, chiaro gesto di sfida nei confronti dell’Accademia Filarmonica.

Cazzati fondò anche una propria stamperia, probabilmente nella casa annessa a S. Petronio destinata all’uso del maestro di cappella. Da questa stamperia provengono sicuramente quelle opere in cui non viene riportato il nome dell’editore: la loro pubblicazione in proprio potrebbe essere indicativa dei rapporti tesi che Cazzati manteneva non solo con la comunità musicale bolognese, ma anche con i suoi stampatori. Probabilmente a causa della pressione dovuta alla costante polemica, l’assemblea parrocchiale licenziò Cazzati da San Petronio il 27 giugno 1671. Il compositore allora si recò a Mantova, dove continuò le sue attività editoriali e prese servizio come maestro di cappella di camera per la Duchessa Anna Isabella di Mantova; durante questo periodo vennero rappresentati nella corte sei dei suoi oratori (di cui purtroppo non ci è pervenuta la musica). Divenne ben presto anche maestro di cappella nella Cattedrale di Mantova dal 29 settembre 1672, prestando servizio anche presso la Cappella S. Barbara, fino alla sua morte, avvenuta il 18 settembre 1678. Una lettera dall’esecutore testamentario indicava la sua intenzione di donare alla chiesa di S. Petronio 12 ampi libri di musica polifonica, segno della sua stima nei confronti dell’assemblea parrocchiale che gli diede l’impiego.

Tra i suoi effetti personali c’erano circa 130 dipinti, tre strumenti musicali, la macchina per stampare e i caratteri tipografici con i quali stampò la propria musica e una lista completa delle sue pubblicazioni, da cui ricaviamo che quattro di essi non ci sono giunte.

 *        *        *

Sebbene la musica strumentale occupi solo una relativa piccola parte dei 66 volumi pubblicati da Cazzati, è in questo repertorio che egli diede il suo contributo più importante. Le sue prime sonate polistrumentali per più strumenti (contenute nelle pubblicazioni del 1642 e 1648) appartengono alla tradizione della canzone veneziana: sono in stile imitativo e alternano brevi sezioni contrastanti, con formule cadenzali stereotipate. Le sue Sonate op. 18 del 1656 codificano molte caratteristiche della matura sonata barocca, accennate nelle primissime raccolte: disegno chiaro e formale in movimenti separati, sviluppo tematico, incorporazione di ritmi da ballo e un peculiare uso dell’omofonia. Nelle sue successive pubblicazioni Cazzati mostra un linguaggio musicale che guarda ai moderni principi della tonalità, più che alla produzione tardo rinascimentale di brani strumentali; le sue raccolte divennero veri e propri modelli, di cui troviamo traccia fino alle Sonate da camera di Arcangelo Corelli, pubblicate alla fine del XVII secolo.

Con le sue tre sonate che prevedono la tromba (contenute nelle Sonate op. 35 del 1665) aprì la strada per il repertorio unico di musica per tromba e strumenti ad arco, organico che diventerà poi tipico peculiare della cappella musicale di S. Petronio. Sebbene indicasse nella prefazione alla stampa che in assenza di una tromba la sua parte potesse esser suonata da un violino, lo stile di queste sonate è chiaramente distinto da quello delle sonate destinate a strumenti a fiato senza tromba: l’estensione della parte è quella di un’ottava e poco più, e la scrittura è piuttosto idiomatica, con melodie triadiche, note ribattute nel registro acuto e scarsa partecipazione al tessuto contrappuntistico. A causa di tale limitata capacità della tromba di prender parte alle normali fughe usate per la musica liturgica, la sua inclusione nell’organico poteva essere sfruttata per differenziare i due stili, fatto che ben presto porterà allo sviluppo, tipicamente bolognese, della forma del concerto (intenso etimologicamente come contrapposizione e contrasto tra due o più elementi), grazie a compositori come Giovanni Antonio Perti e Daniele Torelli.

Maurizio Cazzati fu inoltre il primo compositore di area bolognese a pubblicare sonate per violino solo (con le Sonate a due istromenti, op. 55, del 1670). Esse sono scritte in uno stile piuttosto asciutto, con scarsa concessione al puro virtuosismo strumentale, che diverrà più evidente nelle opere scritte dalla generazione a lui successiva di compositori.

La maggior parte della musica sacra di Cazzati, il genere che forma la maggior parte delle sue opere pubblicate, è musica per le funzioni religiose o paraliturgiche, la cui composizione faceva parte dei suoi compiti come maestro di cappella. Le soluzioni formali usate da Cazzati sono piuttosto diversificate e sfruttano al massimo le possibilità concertanti: contrapposizione tra solisti e cori, tra strumenti e coro, tra scrittura omofonica e scrittura contrappuntistica. Degni di estremo interesse sono gli otto libri di mottetti per voce sola e basso continuo, scritti con uno stile vocale molto florido e ricche invenzioni armoniche, le stesse che si ritrovano nella sua produzione profana di cantate e canzonette; da ricordare anche il come Cazzati contribuisca, con le sue pubblicazioni profane, alla definizione di un genere, quello del duetto da camera, che avrà molta fortuna e diffusione compositiva, sino a Settecento inoltrato.

I primi giudizi storici su Maurizio Cazzati (elaborati agli albori della musicologia ottocentesca) furono piuttosto duri, tacciandolo di mediocrità e pedissequa imitazione di modelli precedenti, probabilmente perché limitati alla conoscenza di solo poche sue stampe di musica sacra, senza una prospettiva globale della sua produzione e del contesto in cui operò. Studi ben più recente hanno invece sottolineato il suo contributo significativo per il repertorio strumentale, sia per l’invenzione di inedite combinazioni d’organico sia per la ricchezza dello stile di scrittura; anche la sua produzione vocale (sia sacra sia profana) spicca per la grandi capacità melodiche e di organizzazione di sontuose strutture musicali.

Obiettivo primario del nostro progetto è intraprendere uno studio sistematico della produzione di Maurizio Cazzati, cercando di rendere giustizia a un compositore così ingiustamente dimenticato.

 
        
© 2010 Serassi
Joomla! is Free Software released under the GNU General Public License.